MOZIONE PER POLITICHE SULLE DIPENDENZE, LA REGIONE RILANCI L’ATTIVITÀ DI PREVENZIONE E PRESA IN CARICO
presentata il 25 luglio 2023 dai Consiglieri Baldin, Camani, Bigon, Luisetto,
Montanariello, Lanoni, Lottis, Guarda, Lorenzoni e Ostanel
POLITICHE SULLE DIPENDENZE- Giugno 2023
SITUAZIONE NAZIONALE
Il consumo di alcol é un importante problema di salute pubblica, classificato in Europa come terzo fattore di rischio di malattia e morte prematura dopo il fumo e l’ipertensione arteriosa. L’Osservatorio Nazionale Alcol (ONA) elabora e analizza ogni anno le basi di dati nazionali svolgendo attività di monitoraggio su mandato del Ministero della Salute e in base a quanto previsto dal Piano Statistico Nazionale e alle attività del”SIStema di Monitoraggio Alcol-correlato-SISMA” previste dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 marzo 2017 e dal recente accordo di collaborazione con ilMinistero della Salute “SISMA GD” (SIStema diMonitoraggio Alcol tra i Giovani e le Donne).
L’ONA é l’organismo indipendente di raccordo tra Ministeri, Presidenza del Consiglio, Commissione Europea e WHO per le attività tecnico-scientifiche di rilievo nazionale, europeo e internazionale. Il presente rapporto si riferisce al 2021, e quindi al periodo che ha fatto seguito al lockdown e ala pandemia da COVID-19. Analizzare nel 2023 l’impatto dell’alcol a livello di popolazione italiana e un esercizio la cui complessità ha raggiunto livelli estremamente rilevanti tanto per la dimensione del fenomeno nei target più vulnerabili della società, quanto per un esacerbato scontro culturale che vede contrapposti interessi economici e doverose politiche di tutela della salute. L’Osservatorio Nazionale Alcol (ONA)dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) partecipa formalmente ai processi europei e internazionali e aggiorna con regolarità la comunità scientifica e sanitaria nel merito dello stato di avanzamento dei provvedimenti che sono resi via, via disponibili, anche attraverso una comunicazione istituzionale di contrasto alle fake news, al fine di poter garantire un allineamento e un coordinamento delle politiche di prevenzione e di salute pubblica sull’alcol come principale fattore di rischio per la salute. La trasversalità delle implicazioni che il rischio e il danno alcol-correlato esercitano sull’individuo e sulla società, la riduzione del consumo di alcol, di quello dannoso e il relativo carico di malattie, disabilita e mortalità sono alcune delle maggiori sfide sanitarie, economiche e sociali già affrontate e da affrontare meglio in Italia, in Europa e nel mondo.
L’alcol è un riconosciuto fattore causale di oltre 200 malattie, molecola tossica e sicuramente cancerogena per l’uomo, il consumo, anche moderato, di qualunque bevanda alcolica e causalmente collegato ad un incrementato rischio di sette tipi di cancro con particolare vulnerabilità per il sesso femminile. I danni causati dall’alcol esacerbano le disuguaglianze sanitarie esistenti, a parità di consumo di alcol l’impatto più dannoso sula salute viene registrato tra gli individui più indigenti e le loro famiglie, rispetto ai bevitori più ricchi, e ciò anche in funzione di una sostanziale differenza che non è esclusivamente culturale, ma anche legata alla capacità economica di poter far fronte alla cura della persona tramite il ricorso alla sanità privata attraverso una sempre più crescente incidenza dell’ out-or-pocket individuale e familiare. Oltre sette milioni di consumatori a rischio in Italia richiedono oggi intercettazione precoce e intervento motivazionale rivolto al rientro dei consumi a maggior rischio. Le persone con disturbi da consumo di alcol, non necessariamente alcol-dipendenti, ma con livelli di consumo dannosi per l’organismo (oltre i60g di alcol al giorno per li sesso maschile, oltre 40g per il sesso femminile), hanno sperimentato in fase pandemica e continuano a sperimentare lo stigma di una condizione di marginalità/esclusione dal sistema di diagnosi e cura legata alla sostanziale incapacità ‘intercettazione da parte delle strutture e degli operatorie professionisti del SSN che hanno in carico solo il 7% circa di tutti coloro (circa settecentocinquantamila consumatori dannosi ogni anno). Questi ultimi, avrebbero il diritto e la necessità di accesso a un trattamento idoneo a garantire un recupero ad una vita lavorativa, sociale, familiare non pregiudicata dalle conseguenze delle abitudini di consumo alcolico. Tuttavia la nostra società è fortemente influenzata da una vastissima disinformazione diffusa attraverso i media e i social dai settori della produzione di alcolici, attraverso la promozione, l’aumento della disponibilità e la riduzione dei prezzi delle bevande alcoliche. Al fine di accelerare l’implementazione di politiche e azioni sull’alcol, in coerenza con l’impegno espresso da ogni Stato Membro nel corso dell’adozione della strategia mondiale sull’alcol, la WHO ha aggiornato la solida base di evidenze scientifiche a sostegno di selezionate misure vantaggiose da adottare per ridurre il consumo
di alcol e i danni; un’ampia gamma di strumenti potenti, già previsti nella precedente strategia globale per
ridurre il consumo dannoso di alcol (2010) e nel Piano d’azione europeo contro il consumo dannoso di alcol 2012-2020, risultati purtroppo sottoutilizzati nel corso del trascorso decennio. Anni di consultazioni e di ricerca hanno permesso il rinnovamento e l’integrazione di elementi utili per l’aggiornamento e la ridefinizione di nuove aree prioritarie, azioni, interventi che, nati nel2022, anno dello svolgimento della II Conferenza Nazionale Alcol, organizzata a Roma dal Ministero della Salute, richiedono integrazioni in rinnovate programmazioni sanitarie e di salute esigendo l’aggiornamento del Piano Nazionale di Prevenzione e dei piani regionali da ispirare agli obiettivi tracciati e non ancora ricompresi negli obiettivi di salute correnti. La situazione europea verificata nel 2022 ha determinato l’esigenza urgente di ricorrere a consultazioni pubbliche con gli Stati Membri aderenti alla WHO, includendo anche le organizzazioni della società civile. in queste consultazioni, gli Stati Membri hanno riferito che gli ostacoli all’attuazione delle politiche più efficaci e ad alto impatto in termini di costi, includevano un’opposizione significativa e sostenuta da parte degli operatori economici nella produzione e nel
commercio di alcolici. È nata cosi l’esigenza di poter disporre di nuove strategie europee che hanno riposto nello European Framework for action on alcool, il quadro d’azione europea sull’alcol 2022-2025, l’ambizione strategica a lungo termine è la realizzazione di una Regione europea più sicura (SAFER), libera dai danni causati dall’alcol. Questa visione è allineata e contribuirà all’attuazione del piano d’azione globale (2022-2030) per attuare efficacemente la strategia globale per ridurre il consumo dannoso di alcol come priorità di salute pubblica, che l’Assemblea mondiale della sanità nel maggio 2022 ha adottato con un consenso raggiunto negli obiettivi strategici a partire da principi condivisi che mirano a:
realizzare strategie di genere e impegnarsi a ridurre le disuguaglianze sanitarie; definire le priorità degli interessi di salute pubblica, basate sull’evidenza, senza interferenze da parte degli operatori economici della produzione e del commercio di alcolici; proteggere i minori nell’ambito del diritto alla salute dei minori come definito nella Convenzione sui diritti dell’infanzia delle Nazioni Unite.
La sfida immediata per l’Italia è di aggiornare li Piano Nazionale di Prevenzione ora mancante di una serie di azioni e di interventi basati su evidenze aggiornate e individuate come sicuramente efficaci; inoltre si dovrà progettare un nuovo Piano Alcol e Salute da approvare di concerto con la Conferenza Stato Regioni, finalizzato a promuovere in maniera coordinata in Italia e in tutte le Regioni le attività di prevenzione e presa in carico dei problemi alcol-correlati, contestualizzando le indicazioni contenute nel Libro Bianco sull’Alcol. (…)
